Angiologia

Angiologia

Il Dr. Costantini Adolfo è specialista in angiologia e chirurgia vascolare. E' dirigente di primo livello nel reparto di chirurgia vascolare presso l'Ospedale Civile di Legnano. Presso il suo studio si eseguono:
 
- Visite Specialistiche;
- Doppler, Ecodoppler, Ecocolordoppler;
- Scleroterapia Telangiectasie e Varici;
- Trattamento Ulcere arti inferiori;
- Chirurgia Ambulatoriale (Varicectomie).

INDICAZIONI ALLA SCLEROTERAPIA

La terapia sclerosante rappresenta una modalità di trattamento delle varici degli arti inferiori, le cui indicazioni difficilmente possono essere definite e standardizzate, come invece  può osservarsi per altri tipi di trattamento, specie se di carattere chirurgico. la scleroterapia perciò presenta indicazioni che si caratterizzano per il loro eclettismo e la loro variabilità, in quanto spesso dettate dall'esperienza del singolo operatore, indipendentemente dal tipo di quadro flebologico da trattare.
Come per tutte le forme di trattamento della patologia varicosa, le indicazioni generali della scleroterapia sono finalizzate, a seconda dei casi, a prevenire le complicanze relative alla presenza di varici, a favorire una riduzione della sintomatologia, a migliorare l'estetica degli arti inferiori.
L'impostazione di un trattamento sclerosante non può però prescindere da una attenta valutazione del paziente, sia clinica che strumentale, con Doppler od EcocolorDoppler: infatti è innanzitutto corretto definire il quadro flebologico di base, anche in caso di trattamento di patologia venosa minore; inoltre, è importante verificare l'opportunità del trattamento sclerosante, in rapporto ad una eventuale soluzione chirurgica maggiormente indicata.
Le indicazioni alla scleroterapia possono distinguersi in indicazioni proprie e indicazioni possibili.
Le prime riguardano tutte le forme di patologia flebologica minore, che determinano soprattutto problemi di carattere estetico.
Le indicazioni possibili sono invece relative a quella patologia varicosa, che può essere trattata chirurgicamente, e per la quale l'indirizzo verso la scleroterapia deve essere più circostanziato, in funzione anche delle esigenze e dei desideri del paziente. Queste indicazioni sono state meglio precisate dalla Consensus Conference sulla Scleroterapia del 1997.
Sebbene questa abbia evidenziato le difficoltà incontrate per trovare una visione comune su determinate definizioni e su certi aspetti di tipo anatomo-clinico della patologia varicosa, e nello stesso tempo abbia riconosciuto che determinate conclusioni non si basino tanto su evidenze scientifiche quanto sull'esperienza personale dei singoli esperti, essa ha cercato di definire meglio lo spazio della terapia sclerosante, proponendone anche delle linee guida.
I criteri di trattamento proposti dalla Consensus Conference vengono posti in stretto rapporto con una particolare classificazione delle varici: varici di piccolo calibro; varici di calibro maggiore extrasafeniche; varici di calibro maggiore safeniche. Per le prime (teleangectasie, vene reticolari), la scleroterapia rappresenta il trattamento preferito, esclusivo. In questo gruppo, l'impiego del laser, presentato spesso come alternativa alla scleroterapia, può essere indicato per le teleangectasie molto piccole e di breve estensione.
Per varici extrasafeniche di calibro maggiore, si intendono tutte quelle forme in assenza di insufficienza della giunzione safeno-femorale, ossia varici locali, vene comunicanti insufficienti, varici residue, varici recidive. Per questo tipo di varici la scleroterapia rappresenta una indicazione adeguata, possibile, laddove la sua scelta in alternativa alla chirurgia è basata sulla esperienza e preferenza dell'operatore, sulle caratteristiche delle varici (origine, calibro, localizzazione, estensione, morfologia) e sul tipo di richiesta del paziente.
In questi casi, risulta di assoluta importanza la valutazione strumentale, sia per la identificazione dei cosiddetti "punti di fuga" delle varici da trattare, sia per la ricerca, in presenza di varici recidive, di una neo-crosse safeno-femorale o safeno-poplitea meritevoli di trattamento chirurgico. Così pure la valutazione mediante Doppler o EcocolorDoppler di vene comunicanti insufficienti per stabilirne morfologia e significato funzionale, è di importante ausilio per la scelta del trattamento da effettuare, che sarà preferibilmente chirurgico per quelle di maggior valore emodinamico.
Le varici di calibro maggiore safeniche sono quelle secondarie ad insufficienza safeno-femorale o safeno-poplitea. Per questo genere di varici, la terapia sclerosante può essere considerata una procedura di trattamento, sebbene l'elevata incidenza di recidiva dopo sclerosi della vena safena evidenziata da studi randomizzati la rendono meno indicata rispetto alla terapia chirurgica.

Le controindicazioni alla scleroterapia si differenziano in assolute e relative. Controindicazioni assolute sono una riconosciuta allergia agli agenti sclerosanti, gravi malattie sistemiche, una recente trombosi venosa profonda, infezioni locali o generali, l'impossibilità alla deambulazione, un quadro di grave arteriopatia ostruttiva periferica.
Il trattamento sclerosante deve invece essere utilizzato con cautela in pazienti in gravidanza o in fase di allattamento o in pazienti con diatesi allergica, come pure in presenza di trombofilia (ad esempio, deficit di proteine C o S, pazienti LLA positivi) o di trombosi venose profonde ricorrenti.

In questi ultimi anni, diversi fattori stanno comportando una riduzione dell'impiego della terapia sclerosante per il trattamento di varici di maggior calibro. Infatti, l'utilizzo sempre più frequente delle tecniche chirurgiche mininvasive quali ad esempio le flebectomie secondo Muller, la legatura sottofasciale delle vene perforanti, l'esecuzione più frequente dello stripping corto, oltre che l'impiego più ampio e più sicuro dell'anestesia spinale e locale (sempreché correttamente eseguite e con la giusta indicazione) hanno ampliato lo spazio della chirurgia in questo tipo di patologia varicosa.
In conclusione, si può affermare che la scleroterapia consente di trattare ambulatorialmente una vastissima gamma di manifestazioni della malattia varicosa. La scelta però delle indicazioni è importante e deve essere posta sulla base di un accurato esame obiettivo e strumentale al fine di predisporre un piano razionale di trattamento ed evitare di effettuare un trattamento sclerosante per qualsiasi vena "a domanda", senza alcun criterio.
dottore camice bianco
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